Si è brindato a suon di musica, la mattina del Capodanno 2023 nel Teatro comunale Fusco, di Taranto, con l’Orchestra della Magna Grecia, diretta dal Maestro Piero Romano e con le straordinarie performance di Sara Rossini (soprano), allieva dell’Accademia del Teatro alla Scala di Milano e protagonista nei maggiori teatri lirici italiani e internazionali e Nico Franchini (tenore), partecipante a Masterclass con artisti di levatura internazionale e solista in numerosi concerti in Italia e all’estero. L’Inno di Mameli in apertura e la Marcia di Radetzky alla fine hanno celebrato il nuovo anno, coinvolgendo il folto pubblico presente. Un’ora e mezza di concerto-evento, curato da ICO Magna Grecia, Comune di Taranto e Teatro comunale Fusco, in collaborazione con Regione Puglia, Ministero della Cultura, Teatro Pubblico pugliese – Consorzio regionale per le Arti e la Cultura. “Vogliamo abbracciare Taranto – ha detto il Maestro Piero Romano, direttore artistico dell’ICO Magna Grecia – con questo concerto di capodanno, una tradizione che parte dallo scorso anno, ma che sta diventando un appuntamento fisso per la nostra Città.” La grande musica vuole trasmettere spirito di fratellanza, speranza, amicizia e pace. Il Maestro Piero Romano, si conferma essere una delle bacchette più moderne, giocose, ma dall’eleganza sobria e dal gesto raffinato e pittorico. Il suo racconto musicale e verbale ha tenuto alta l’attenzione del pubblico, che ha applaudito ed accompagnato alcune esecuzioni, come di rito.
Nella sua straordinaria sensibilità, in un equilibrio timbrico di rara riuscita e nel gesto direttivo sempre fresco e giovane, ma pieno di peso e forza assertiva, il Maestro Romano con l’Orchestra della Magna Grecia ha saputo dischiudere immagini sonore vibranti ed evocative, dando contemporaneamente voce alle anime, alle storie, alle immagini, agli intelletti e ai sentimenti dei grandi del passato della musica. Fra i brani eseguiti, oltre ai già menzionati Inno di Mameli e la Marcia di Radetzky: Oh mio babbino caro (Gianni Schicchi, Puccini), Questa o quella (Rigoletto, Verdi), Overture (Nabucco, Verdi), Una furtiva lagrima, Esulti pur la barbara, Caro Elisir sei mio! (Elisir d’amore, Donizetti), Kleine Chronik: Polka (Op.128, Strauss), Ohne Sorge! (Op. 271, Strauss), Aria dei gioielli (Faust, Gounod), Musica proibita (Gastaldon), Granada (Lara).
Fil rouge di questi eventi musicali è la potenza propria della musica di orientare la vita quotidiana degli uomini, secondo schemi valoriali e sentimentali virtuosi, improntati sul rispetto di se stessi e della cosa pubblica. Ecco che “la volontà di crescita culturale manifestata dalle azioni concrete di questa amministrazione, – come ha dichiarato l’assessore Fabiano Marti – affondi le sue radici in un’esigenza di nutrire e riempire spazi troppo a lungo rimasti vuoti, nella consapevolezza, che la musica riesca a creare relazioni di valore tra arte e sentimenti, educando alla convivenza “armonica”, nel rispetto di sé e dell’altro.”
Ci auguriamo che magari, traendo ispirazione dai grandi maestri, dalla cui profondissima conoscenza dell’Arte abbiamo ancora la fortuna di poter attingere, si riesca a far risplendere il tempo futuro.
(Foto: AURELIO CASTELLANETA)
Alessandra Basile